venerdì 3 novembre 2017

Ma perchè?

Ma Perchè?

Poi ci sono quei momenti che vorresti esplodere, vorresti cacciare un urlo e non farlo finire più.
Stranamente ieri mi arriva una notizia buona, una svolta, un effettivo cambiamento alla mia quotidianità, ma stamattina al mio risveglio avevo un brutto presentimento, una strana sensazione ma mi ero detto "Dai cavolo è solo il tuo maledetto pessimismo" ma non era affatto così.
A lavoro mi è arrivata una frase inaspettata, una di quelle che ti fa cadere un masso in testa e ti spiazza, ti fa iniziare a domandarti, "Ma cosa sto facendo? Come sto andando? Ma...? Ma...?" e tanti altri, dove non ricevi nessuna risposta, dove l'unica cosa da fare è aspettare, dove non puoi chiedere niente a nessuno perchè una vera risposta nessuno te la può dare. Finalmente l'orario del lavoro è finito, torno a casa e trovo il cartello di un pagamento nel palazzo, sospiro, "Ok me lo aspettavo.. Ma cosa è quel conteggio in più che ha solo il mio nome? Ok pensavo peggio, ma cosa è?" mezzo snervato salgo a casa dicendo che domani o massimo domenica avrei cercato di beccare qualcuno e chiedere cosa è quel conteggio.

Finalmente una cosa che mi riempie di gioia ogni giorno, anche se è breve e subito dopo mi fa scattare il grido, Ulisse che mi fa le feste, mi salta addosso e non mi lascia nemmeno entrare, dopo un pò mia madre non mi fa nemmeno togliere le cose che avevo addosso, che mi dice che il dottore ha dato la base di ricovero urgente a mio zio perchè i valori delle analisi non piacevano, boom, un altra sassata sulla testa che ormai era sotto il sasso precedente, come nell'immagini ho messo le dita sulle tempie e ho chiuso gli occhi, in quel momento volevo cacciare un urlo potente, di quelli che fai scoppiare i timpani di chi hai vicino, ma, sospirando ho riaperto gli occhi e ho preso fiato facendomi spiegare il tutto. Ora purtroppo domani starò a lavoro, ma, con la testa altrove e dovrò dirlo apertamente perchè se mi vedono frastornato non devono pensare che vado "lento" perchè non ho voglia o per altri motivi.

Non va bene, sono una corda di violino e ogni volta che qualcuno mi dice qualcosa scatto come un cretino, mi innervosisco e me ne sono accorto per una cosa successa con un ragazzo online su un gioco, ha spudoratamente copiato una cosa mia e sono scattato con dei bei paroloni, ma anche lì mi sono riuscito a fermare, sospiro e respiro profondo e andiamo avanti. 

Non so che pensare, è un altro giorno che mi sento spaesato e perso, oggi a differenza di altri giorni mi è venuta voglia di scrivere ed eccomi quì, aspettando che arrivi quel momento che non noterò più le cose negative, ma, le cose positive perchè sovrasteranno tutto.

Per chiudere volevo dirvi che non sono morto e che ogni tanto mi faccio vivo. Anche se non so se qualcuno segue tutte le mie pazzie.
Il vostro Moe Piripi



martedì 11 luglio 2017

Pensieri Vari

Ieri è stata una giornata come un'altra, unica differenza e che aspettavo due chiamate, o per lo meno una delle due. Ho trascorso la giornata in modo normale, ma con un pizzico di ansia, volevo sapere la notizia. Ad un tratto mentre parlo con mia madre, squilla il cellulare, sorrido felice "eccola" penso.

-"Pronto?"
-"Ciao Filippo, sono ....... dell'agenzia..".
-"Hey dimmi tutto..." mi ha percorso per un attimo l'ansia in tutto il corpo, speravo in una notizia positiva ed eccola che non tarda ad arrivare.
-"Filippo ti chiamo per dirti che il Conad ha scelto te, in questi giorni ti mando tutta la documentazione".
Per un attimo rimango in silenzio per poi dire.
-"Grande, grazie mille per tutto". Questa agenzia è quella più operativa nei mie confronti, in questi ultimi anni trascorsi a Pesaro ho lavorato principalmente con loro e grazie a loro, ne sono davvero riconoscente. 

Ovviamente chiudo e do la notizia a mia madre e invece di esser contenta scoppia una lite, una lite che alla base posso capire, ma non tollero perchè cavolo devo andare a lavoro mica a passeggio e il tempo per quello si trova, ma niente, non ne vuole sapere...e da ieri che non le parlo, o per lo meno sono parole spezzate e forzate.


Pensavo di accontentarla e organizzare velocemente il tutto per questa settimana, ma, mi sono detto che deve capire e poi...alla fine, non ho letteralmente voglia di farmi 1200 km in un giorno e mezzo. Staremo a vedere come andrà a finire, anche se, comunque, andrà fatto prima o poi.

Ora mi ritrovo, spaesato ascoltando musica e guardando il pc senza voler fare niente, e invece di continuarlo a guardare senza motivo mi sono messo a scrivere, prima ho pensato di scriverlo per me solamente, tanto per sfogarmi. Ma poi ho deciso di condividerlo quì, tanto, non penso che mi segua qualcuno.

Per il momento è tutto.
Il vostro Moe Piripi


domenica 25 giugno 2017

Il mio rientro

Ciao a tutti. Inizio con una semplice premessa. Scusate per la mia assenza ma non ho passato un buon periodo e ho staccato con tutto e ora piano piano voglio ripartire con tutto. La prima cosa che ho voluto riprendere fra le mani è proprio questa, i blog, ci tenevo e ci tengo davvero molto anche se non so quanto è seguito.

Questo periodo per me è stato molto riflessivo e intenso, mi remava tutto contro ed ero avvilito, stanco di remare a mio favore e, anche se non ci si dovrebbe comportare in questo modo, mi sono lasciato trasportare. Non riuscivo a scrivere, non riuscivo a esprimere a pieno quello che sentivo e provavo, un po' per le cose che stavano succedendo intorno a me, un po' perché avevo la testa completamente andata.

Ora, il diverso sta nel fatto di aver iniziato ad abituarmi alla situazione generica e mi sono calmato un po', poi è arrivato un lavoro, 5 giorni dopo promesse assurde, una settimana a casa e poi la chiamata per altre 2 settimane di lavoro, non erano molto ma, sempre meglio di niente. Alla fine di queste due settimane, per mia magnifica sorpresa è arrivato un rinnovo per due mesi, ok, premettendo che la mia angoscia esiste lo stesso, al diavolo ora sono 2 mesi e ho tirato leggermente la testa su, non del tutto ma almeno mi guardo più volentieri allo specchio. Mi stavo sentendo inutile, incapace di reagire, di non avere il potere sul tempo che correva sotto i miei piedi, che fra parentesi nemmeno adesso sento, ma avere, anche se solo per due mesi, una possibilità economica tutta mia mi fa stare meglio.

Per ora stop qui, vi ho già scocciato abbastanza. Se il pc e il tablet permettono cercherò di essere più presente.


Buona giornata
Il vostro Moe Piripi





lunedì 6 marzo 2017

FanStory su Supernatural


Da fan accanito della serie Tv Supernatural ho creato una storia parallela di un altro fratello. Gemello di Dean. Posto l'inizio della sua storia. Spero vi piaccia e buona lettura.


Philip è nato il 24 gennaio 1979 da John e Mary Winchester a Lawrence, Kansas. E' fratello gemello di Dean, oltre loro due John e Mary hanno due figli minori, Sam, che è più giovane di loro di quattro anni ed è nato il 2 maggio 1983 e Adam Milligan, conosciuto più avanti negli anni, figlio di John e di un’altra donna. È alto circa un metro e ottantacinque, i suoi capelli sono di un color biondo scuro e ha gli occhi verdi. All'età di 4 anni, il 2 novembre 1983, la madre Mary è stata uccisa da un demone. Questo evento ha segnato profondamente le sorti della famiglia: il padre John ha deciso di mettersi in viaggio alla ricerca del demone per poter vendicare la moglie. Philip, Dean e Sam hanno trascorso tutta l’infanzia muovendosi di città in città, fino all'età di 10 anni dove Philip viene abbandonato in un orfanotrofio a New Orleans.
 

All'età di 18 anni, Philip esce dall'orfanotrofio ma rimane nelle vicinanze; si sentiva, infatti, in debito con coloro che l'avevano cresciuto. All'età di 22 anni, però, un bel giorno, mentre usciva dal suo lavoro come barista, scorge un uomo alquanto familiare: era suo fratello Dean con suo padre i quali erano andati a cacciare un covo di vampiri. Al primo impatto Philip rabbrividisce, si era ripromesso di non voler a che fare con loro, dopo però viene convinto dal padre ad aiutarli; era troppo legato alla famiglia. Dopo aver sconfitto i vampiri, Dean e John vanno via lasciandolo di nuovo da solo, Philip è fuori di sè e si ripromette che non li avrebbe mai più aiutati, qualora si fosse presentata l'occasione. Decide, così, di iniziare a cacciare per conto suo ma evitando di andare alla ricerca di guai; rimanendo, dunque, nella sua città e cercando di mantenere la sua vita com'era. Trova un gruppo di ragazzi che lo aiutano di tanto in tanto e riesce ad avere il numero di Bobby. Era venuto a sapere, infatti, che Bobby aiutava tutti i cacciatori con informazioni, chiamate al primario dell'FBI e quant'altro.  


Dopo 7 anni di caccia, Philip incontra un Djinn, i Djinn hanno il potere di portare la mente della vittima in una realtà alternativa, una realtà che viene creata in base ai desideri più nascosti della vittima che la spingono a restare in quel mondo senza la volontà di combatterlo;   
in questa occasione Philip viene catapultato in una realtà di piena pace con la famiglia: senza demoni, vendetta e mostri, cede a tutto quel piacere e muore.


Dopo 5 anni di torture, la sua anima viene dilaniata e martoriata ogni giorno con torture sempre diverse,  



ma un giorno si ritrova steso sul letto di un motel con un demone accanto. Inizialmente, Philip è sorpreso e chiede chi il demone fosse: era Crowley che era diventato re degli inferi e lo voleva come braccio destro. 

Improvvisamente, dentro di lui, sente un forte calore e i suoi occhi diventano di un nero pece; era diventato quello che tanto odiava: un demone.   
Per 3 anni Philip fu il braccio destro di Crowley, salendo di grado e di importanza davanti a tutti; era un Winchester e a Crowley faceva comodo. Resosi conto del vero motivo per cui Crowley lo voleva al suo fianco, Philip va via, ma ormai era diventato così tanto potente che gli altri demoni avevano paura e lo stesso Cowley non lo sottovalutava. Inoltre sapeva che conosceva tutti i suoi ritrovi e i suoi nascondigli.   


Moe Piripi

sabato 4 marzo 2017

Domande riflessive


Come succede un po' a tutti, arrivati ad un certo punto del proprio cammino viene una domanda in mente.

- Veramente a me viene molto spesso questa domanda. Sarò strano? Boh -

Se domani sparissi, non mi svegliassi più, chi se ne accorgerebbe? A chi mancherei? A chi davvero importa qualcosa?

- Si avete ragione, sono più di una, ma come direbbe un amico "Pannocchie" -

Sono varie domande che mi vengono in mente per un percorso che ho avuto, subito, che mi ha mutato e mi ha portato a questo. 
Chi avrebbe mai detto che avrei tenuto un blog dove scrivere le mie riflessioni, i miei punti di vista. Eppure eccomi quì.

Già, quì...

Chi mi conosce sa che ho poca autostima in me, e dire poca è davvero riduttivo. Cerco sempre una spronata per andare avanti, per continuare; ma se nemmeno chi mi vuole bene mi aiuta a crescere nei miei percorsi, come faccio a trovare il modo di farmi conoscere ad un perfetto sconosciuto? Domanda esistenziale che trova risposta in talmente tanti modi da far girare la testa.

Tornando al nocciolo principale di questo post, ho passato momenti bui in passato e questi ultimi giorni sono stati davvero riflessivi.
Ora chiedo a voi pochi lettori che magari perdono 5 secondi della propria vita a leggere i miei post, come posso fare ad attirare la vostra attenzione per questo mio piccolo spazio, per questi miei punti di vista o momenti in cui vi dono una parte di me?

Il vostro Moe Piripi


martedì 31 gennaio 2017

Amor Proprio

Eccomi quì, a scrivere. Ieri sono andato al cinema a vedere "Collateral Beauty" il nuovo film di Will Smith. Magnifico, emozioni continue e lacrimoni, - Si lacrimoni e non mi vergogno a dirlo -. Ora non voglio star quì a parlare del film, farò un post separato da questo. La visione di questo film mi ha fatto mettere in discussione, mi ha fatto capire che alla fine, non ho ancora superato la morte del mio più caro amico, un fratello, un compagno di avventure, un compagno di vita che mi manca; mai nascosto e mai lo farò ma non pensavo che mi mancasse così tanto. Vi dico solo questo del film, perchè mi aiuta ad esporre quello che volevo trattare in questo post. Si parla di 3 entità, ovvero, morte, tempo e amore.


Parto dalla più facile da trattare, anche se di queste "entità" nessuna delle 3 si può definire un argomento facile e ognuno di noi la vede a suo modo.
Il Tempo. Già il tempo, esistono infinite frasi fatte sul tempo, quella che mi viene subito in mente è:
- Il tempo guarisce tutte le ferite
è la frase più comune, più detta, usata in qualsiasi circostanza ed è anche la più falsa che si possa elargire. Il tempo non guarisce, il tempo che scorre ci fa solo abituare all'assenza; a quella mancanza, a quel vuoto che si è creato in ognuno di noi, che sia per una morte, un amore perso, una delusione...
Ieri guardando il film, ho capito che il tempo non mi ha guarito e non mi ha ancora nemmeno aiutato ad avere la forza di abituarmi a questa mancanza, a quella sensazione di vuoto che mi ha lasciato la sua perdita.

Passiamo alla "morte".
Nel film, Howard Inlet, interpretato da Will Smith, regala allo spettatore diverse frasi su questo concetto di cui, come vi ho già accennato, vi parlerò nel post sul film. Quella che, tra le tante, mi torna alla mente in questo momento non è propriamente una frase di circostanza, ma una frase ovvia:
- Prima o poi dobbiamo morire tutti
già.. questa frase viene detta spesso e volentieri, ma la cosa più divertente, più paradossale è che quasi tutti la dicono ma nessuno vuole sentirsela dire. Per quanto mi riguarda, penso che sia vero, si è una frase ovvia, scontata ma, a mio avviso, pochissime persone sono pronte ad affrontare questa entità, a vedere morire un caro, una persona talmente vicina da spezzarci, da farci dilaniare dal dolore; quella frase, anche se così vera, ci fa imbestialire, ci fa male perchè non rimane altro che sofferenza.

Per finire parliamo dell' "amore".
Potremmo perderci in questa entità e solo una cosa è certa, nessuno può vivere senza amore; lo cerchiamo anche se non vogliamo, anche se non lo rincorriamo effettivamente, ne apertamente. Ieri ho capito ancora una volta che l'amore che non dobbiamo farci mancare è l'amor proprio, ma è anche vero che questo amore, a parer mio, ha bisogno di essere condito da un sentimento che ti sproni, che ti faccia sentire importante e vivo. Se manca questo condimento è difficile tenere vivo l'amor proprio, specialmente per le persone che cercano di "accontentare" tutti. Ovviamente sono mie riflessioni e miei punti di vista. 

Ho lasciato tante cose nel corso del mio cammino per mancanza di questo impulso, di questo amor proprio, per la mia capacità di mettermi sempre in secondo piano. Stringo i denti e cerco di andare avanti; sono in un lungo periodo molto, molto particolare ma cerco sempre di mettermi in gioco, di mettermi in discussione. 
Vi lascio con una semplice domanda, una domanda a cui non so darmi ancora risposta. Per me che ho poca fiducia in me stesso, poca autostima e poco amor proprio; che sono in cerca di riscontri, di punti di vista, di sproni continui per uscire da questo buio che mi circonda: come posso emergerne se nemmeno chi dice che mi vuol bene mi aiuta in tal senso? In questa crescita che cerco di affrontare con un pubblico più ampio?

Dal vostro Moe Piripi è tutto. 
Un abbraccio e alla prossima.


sabato 28 gennaio 2017

Ritorno

Salve a tutti! Scusate la mia assenza, ma sono stato a Marghera per la cresima del mio cuginetto.
Ho approfittato per vedere di nuovo Venezia, città magnifica, ho avuto la fortuna di trovare il ponte di Rialto e il ponte dei Sospiri finalmente senza lavori di ristrutturazione. 
Sensazioni bellissime, mi ero ripromesso che se tornavo a Marghera la tappa a Venezia era d'obbligo. Vi pubblico alcune foto scattate, volevo condividere con voi questo momento. 

Ponte di Rialto

Piazza San Marco
Ponte dei Sospiri

Ho lasciato un pezzo di cuore lì, come del resto lo faccio ogni volta che li vedo. Amo i cuginetti che ho lì, fanno parte di me. E' difficile esprimere il bene che provo per loro, so per certo però, che con loro ho un sorriso diverso. 
Ragazzi ora vi lascio, non riesco ad esprimere a pieno le sensazioni e i pensieri che inondano la mia testa, il mio cuore in questo momento. 

Dal vostro Moe Piripi è tutto. 
Un bacio.

giovedì 19 gennaio 2017

Idee a confronto

Oggi volevo portare alla vostra attenzione una cosa leggermente diversa. Per ogni post scelgo un argomento o una frase che in particolar modo mi ha colpito. Ma oggi volevo cambiare modo di comunicare con voi; visto che non mi piace postare una foto, sola, senza argomentarla, ve ne lascio tre diverse, più o meno correlate fra di loro e vi estendo in un unico post il mio punto di vista.

Allora iniziamo dalla prima.
Vivi, rischia, ama, soffri e lascia che le delusioni ti aprono gli occhi, ma non ti chiudano il cuore.

Inizio a dirvi che mi piace tantissimo perchè la penso esattamente così e non sono il solito "filosofo" d'occasione. La penso così tenendo a mente che la parte finale è davvero difficile perchè le sofferente, i dolori, le delusioni, ti segnano, ti lacerano dentro e in un modo o nell'altro ti lasciano delle cicatrici interne che ti portano a chiudere il cuore.

La seconda è di Charles Bukowski
Devi morire un pò di volte, prima di iniziare a vivere davvero.

Questa la sento molto, correlata ad un altra; "Sbagliando si impara", stupida, banale, sentita miliardi di volte eppure, così vera. Tornando alla frase del letterato, Io personalmente la vedo in questo modo: per iniziare a vivere a pieno, bisogna sapere cosa vuol dire soffrire, bisogna sbagliare per non commettere lo stesso errore, bisogna assaporare perchè solo esistendo si commettono passi falsi e si impara da essi, crescendo. Ma il senso dal mio punto di vista è legato in parallelo al momento in cui si impara a camminare. Un bambino gattona e ad un certo punto vuole iniziare a camminare, ma mica si alza in piedi e cammina così, dall'oggi al domani; fa i primi passi e cade, si rialza e torna a camminare per poi cadere di nuovo. Ogni tanto si cade bene, non ti fai niente, ogni tanto hai solo dei graffi, ma alcune volte si cade e ci fa davvero male e una cosa che non facciamo mai quando si ha quell'età è arrendersi; perdere la voglia di tornare in piedi e riprovarci.

Per finire questa:
Mia nonna diceva: "Chi non ha conosciuto il tuo stesso dolore, non ti capisce e non ti capirà mai".

Ecco, qui obbietto un poco anche se è bellissima e vera. E' davvero difficile trovare qualcuno che ti capisca a pieno, in qualsiasi caso, perchè ognuno di noi ha il suo modo di reagire ad un dolore, ad una sofferenza, una mancanza, con diversi contraccolpi; ma è anche vero che chi ha vissuto il tuo stesso dolore è più propenso a capirti ed immedesimarsi in te.
Ho notato questo nel corso dei miei anni, ora si ha un'altra idea, non so se è un effetto "della crescita" o quant'altro, so solo che ho notato che comunque, anche chi ha passato le stesse sofferenze fino in fondo non ti capisce a pieno, perchè come ho detto prima ognuno di noi reagisce diversamente alla cosa. Magari, uno fa una tragedia perchè gli si è rotta l'unghia mentre ad un'altra persona non gliene frega niente e la prende così: "tanto ricresce". Tutto questo per dire che ho capito, con il passare del tempo, che non esiste una vera frase, reale e corretta per questo; perchè ci sono davvero così tanti punti di vista che tutte ci sembrano vere e giuste. Ad esempio:

"Adoro ascoltare le bugie quando conosco la verità."
"Anche se la finestra è la stessa non tutti quelli che vi si affacciano vedono le stesse cose. La verità dipende dallo sguardo."

Qualcuno di voi potrebbe dire, e cosa c'entrano? sono due frasi diverse! Ma se si legge attentamente la seconda si capisce perchè le ho affiancate e perchè dico che sono correlate.
La verità. Ognuno di noi si costruisce una sua verità, giusta ho sbagliata che sia; e ne parlo in generale,badate bene, senza entrare nel particolare. Guardate, potrei anche dirvi..
"il mio bicchiere è mezzo pieno" o "il mio bicchiere è mezzo vuoto" ecco, forse con queste due rendo più l'idea del punto della situazione, entrambe sono vere ma, da due punti di vista.

Ok. Oggi mi sono dilungato troppo e ho fatto un pastrocchio di frasi e sensazioni, mi è presa una mania particolare e avevo voglia di un esperimento nuovo. Che ne dite?
Fatemi sapere che ne pensate nei commenti.

Il vostro Moe Piripi.


lunedì 16 gennaio 2017

Buon Compleanno a me!


Eccomi quì, oggi è il mio compleanno. Che dire:

Questo post lo volevo mettere stamattina ma non ho avuto tempo materiale per soffermarmi e riflettere, a scriverci su due righe. Sono anni ormai che non sento tanto questo giorno, non so come mai, forse le varie situazioni che vivo o il fatto che oggi ho compiuto 29 anni e ancora sono incerto su cosa farò domani. Sono sincero non ho idea, cercavo un'immagine adatta per completare il post e mi sono venute in testa varie riflessioni. Vari punti di vista di questo giorno; un giorno che dovrebbe essere meraviglioso per tutti, ma che molte volte, per colpa di altri, per colpa di avvenimenti imprevisti, ti fanno passare un compleanno brutto, inaspettato.

Ovviamente tutto quello che andrò a scrivere è visto in modo generale e dal mio punto di vista e purtroppo, non è sempre così piacevole come si può pensare.

Mi è capitata la foto di un bambino con la torta; quando si è bambini, il giorno del compleanno è un evento importante, un avvenimento da non saltare per niente al mondo. Vieni circondato da tantissime attenzioni, regali da farti esplodere la testa, o in grande quantità o quelli che desideravi. Ti è permesso sempre di tutto quel giorno e ovviamente si approfitta della situazione, e penso che nessuno di noi, almeno ad un compleanno non abbia approfittato per fare tutto quello che voleva; venivi sgridato vero, ma era un giorno speciale, era il tuo giorno e ti veniva immediatamente perdonato o addirittura la marachella faceva ridere anche chi ti circondava.

Poi passiamo ai ragazzi, la gioventù. Qui potrei iniziare con un età dai 10 anni fino ai 20. Si 20 anni, non tutti maturano subito, e anche a 20 anni non è scritto da nessuna parte che si è maturi.
Questa età, o per meglio dire, in questo lasso di tempo si passa dal desiderio, bramare, "obbligare" i genitori all'acquisto, assillare, punzecchiare e far sentire male i propri genitori pur di farsi prendere il nostro desiderio. Qui, in questo elenco, ho detto tante cose che succedono anche nell'età più piccola o più grande, ma in questa età si inizia a capire, maturi o meno, cosa dire, cosa fare e come muoversi per ottenere le cose, quindi sta ad ognuno di noi farlo o non farlo e bè, chi lo fa ad un età maggiore penso che ancora non abbia capito molto della vita, delle situazioni e delle possibilità del momento.

Per finire, metto l'età avanzata, non uso la parola vecchio perchè non mi piace e ho visto persone di 20/25 anni sembrarmi vecchi, quindi...diciamo che non c'è mai un età di inizio, un età dove puoi dire, eccomi entrato, dipende da tanti fattori, dalla nostra idea e da quello che ci circonda, soprattutto l'ultima incide molto in questi nostri giorni. E che dire su questa età. Amo vedere questo giorno come un giorno speciale, ma non deve essere solo l'unico giorno, si deve portare rispetto per tutto l'anno, ai propri genitori, zii, nonni, cugini etc etc più grandi o più piccoli di noi, perchè ho un idea molto ferrea su questo, il rispetto va condiviso da entrambe le parti e non solo dal più piccolo verso il più grande.

Su questo argomento, se volete, tornerò a parlare.

Ora facciamo il punto della situazione, mi sto dilungando troppo. Personalmente questo giorno è diventato un giorno come gli altri da 5 anni a questa parte; non perchè sono "troppo grande" per festeggiarlo ma perchè avvenimenti, situazioni e quant'altro hanno portato a questo mio pensiero, questa convinzione. Penso, tuttavia, che questo giorno deve essere comunque un giorno diverso per tutti e nel mix dei miei nuovi propositi di quest'anno mi sono preparato la torta da solo, si lo so non è il top, non sarà una cosa bellissima da fare, ma, al diavolo tutto, mi meritavo questa torta, mi meritavo un giorno diverso, anche se un avvenimento mi ha portato con i piedi per terra e mi ha fatto capire che per chi mi circonda questo giorno...è un giorno come tutti gli altri..


e dal vostro Moe Piripi è tutto, alla prossima.


martedì 10 gennaio 2017

La pazzia è relativa


La pazzia è relativa. Chi stabilisce la normalità? - Charles Bukowski
Ho trovato questa frase e mi colpisce molto, mi ci rispecchio tantissimo. Si parla di Pazzia molto spesso, basta che qualcuno sia fuori dallo schema, dalla "monotonia" e viene subito catalogato come pazzo. E' una parola che ultimamente viene usata molto spesso; prima uscire dagli schemi era sbagliato, la comunità dettava delle leggi, quindi chi non le seguiva veniva definito pazzo. 

Ognuno di noi può essere pazzo a modo suo. 

Chiudo il tutto dicendo la mia.
Se uscire fuori dagli schemi, avere voglia di ridere e far ridere anche con la "minima" scusa che ho a portata di mano, significa essere diverso, essere folle, be allora catalogatemi come eterno Pazzo.

Voi che ne pensate? Ditemi la vostra.
Il vostro Moe Piripi

lunedì 2 gennaio 2017

Tokyo Ghoul - Rinascita


Buona sera, oggi vi volevo riportare una citazione di Hermann Hesse trovata sul manga di Tokyo Ghoul. Anticipo dicendo che mi ci sto affacciando proprio ora alla serie, di fatto sto leggendo il primo numero.


"L'uccello lotta per uscire fuori dal suo guscio. L'uovo rappresenta il mondo. Chi vuole rinascere deve distruggere il vecchio mondo precedente."
Hermann Hesse, "Demian"

E questa è la coincidenza, il caso vuole che proprio in questi giorni mi sono fissato degli obbiettivi, come avete potuto leggere dai buoni propositi che vi ho postato il 31 Dicembre. Voglio avere la mia svolta e questa frase ha fatto centro nei miei pensieri. Approfitto citando la frase per esprimere al meglio quello che senso, quello che provo in questi giorni. Mi sento come quell'uccellino che lotta dentro il guscio per nascere. Rompere il vecchio mondo per entrare nel nuovo. 

domenica 1 gennaio 2017

Verità

La verità!!


Un argomento pungente ma allo stesso tempo molto interessante. 
Tutti la vogliamo, tutti la desideriamo, ma quando ci viene detta.

Non piace, chi dice la verità viene chiamato in vari modi:

- Non hai tatto;
- Bastardo/a;
- Stronzo/a;
- *bip* (intulti censurati);
- Poteva dirmi una piccola bugia ed essere meno diretto/a;

Ma intanto, se ti viene detta la bugia vieni chiamato:
- Bastardo/a;
- Stronzo/a;
- *bip* (intulti censurati);
- Poteva dirmi la verità l'avrei compreso/a;

Minchiate, il problema maggiore che non importa se è una bugia o una verità, quando c'è una rottura, quando sta qualcosa da dire o da nascondere, dipende dai punti di vista, qualcosa che non viene detta ma le azioni lo fanno capire e ti viene sottolineata. Rode, rode davvero e allora qualsiasi scelta si faccia è quella sbagliata perchè dall'altra parte il dolore, la ferita, il sottolineare o come la volete chiamare fa sempre male.

Detto ciò. Buona serata tutti
il vostro Moe Piripi