martedì 31 gennaio 2017

Amor Proprio

Eccomi quì, a scrivere. Ieri sono andato al cinema a vedere "Collateral Beauty" il nuovo film di Will Smith. Magnifico, emozioni continue e lacrimoni, - Si lacrimoni e non mi vergogno a dirlo -. Ora non voglio star quì a parlare del film, farò un post separato da questo. La visione di questo film mi ha fatto mettere in discussione, mi ha fatto capire che alla fine, non ho ancora superato la morte del mio più caro amico, un fratello, un compagno di avventure, un compagno di vita che mi manca; mai nascosto e mai lo farò ma non pensavo che mi mancasse così tanto. Vi dico solo questo del film, perchè mi aiuta ad esporre quello che volevo trattare in questo post. Si parla di 3 entità, ovvero, morte, tempo e amore.


Parto dalla più facile da trattare, anche se di queste "entità" nessuna delle 3 si può definire un argomento facile e ognuno di noi la vede a suo modo.
Il Tempo. Già il tempo, esistono infinite frasi fatte sul tempo, quella che mi viene subito in mente è:
- Il tempo guarisce tutte le ferite
è la frase più comune, più detta, usata in qualsiasi circostanza ed è anche la più falsa che si possa elargire. Il tempo non guarisce, il tempo che scorre ci fa solo abituare all'assenza; a quella mancanza, a quel vuoto che si è creato in ognuno di noi, che sia per una morte, un amore perso, una delusione...
Ieri guardando il film, ho capito che il tempo non mi ha guarito e non mi ha ancora nemmeno aiutato ad avere la forza di abituarmi a questa mancanza, a quella sensazione di vuoto che mi ha lasciato la sua perdita.

Passiamo alla "morte".
Nel film, Howard Inlet, interpretato da Will Smith, regala allo spettatore diverse frasi su questo concetto di cui, come vi ho già accennato, vi parlerò nel post sul film. Quella che, tra le tante, mi torna alla mente in questo momento non è propriamente una frase di circostanza, ma una frase ovvia:
- Prima o poi dobbiamo morire tutti
già.. questa frase viene detta spesso e volentieri, ma la cosa più divertente, più paradossale è che quasi tutti la dicono ma nessuno vuole sentirsela dire. Per quanto mi riguarda, penso che sia vero, si è una frase ovvia, scontata ma, a mio avviso, pochissime persone sono pronte ad affrontare questa entità, a vedere morire un caro, una persona talmente vicina da spezzarci, da farci dilaniare dal dolore; quella frase, anche se così vera, ci fa imbestialire, ci fa male perchè non rimane altro che sofferenza.

Per finire parliamo dell' "amore".
Potremmo perderci in questa entità e solo una cosa è certa, nessuno può vivere senza amore; lo cerchiamo anche se non vogliamo, anche se non lo rincorriamo effettivamente, ne apertamente. Ieri ho capito ancora una volta che l'amore che non dobbiamo farci mancare è l'amor proprio, ma è anche vero che questo amore, a parer mio, ha bisogno di essere condito da un sentimento che ti sproni, che ti faccia sentire importante e vivo. Se manca questo condimento è difficile tenere vivo l'amor proprio, specialmente per le persone che cercano di "accontentare" tutti. Ovviamente sono mie riflessioni e miei punti di vista. 

Ho lasciato tante cose nel corso del mio cammino per mancanza di questo impulso, di questo amor proprio, per la mia capacità di mettermi sempre in secondo piano. Stringo i denti e cerco di andare avanti; sono in un lungo periodo molto, molto particolare ma cerco sempre di mettermi in gioco, di mettermi in discussione. 
Vi lascio con una semplice domanda, una domanda a cui non so darmi ancora risposta. Per me che ho poca fiducia in me stesso, poca autostima e poco amor proprio; che sono in cerca di riscontri, di punti di vista, di sproni continui per uscire da questo buio che mi circonda: come posso emergerne se nemmeno chi dice che mi vuol bene mi aiuta in tal senso? In questa crescita che cerco di affrontare con un pubblico più ampio?

Dal vostro Moe Piripi è tutto. 
Un abbraccio e alla prossima.


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